ADUC organizza la class action italiana contro Windows Preinstallato

| 08 gen 2010
I tribunali non sono ancora attrezzati per accogliere le domande di azione giudiziaria collettiva, perche' la legge prevede un'organizzazione interna per ora inesistente. In attesa che il deposito delle richieste sia reale e non solo mediatico, e' gia' da alcuni mesi che ADUC ha lanciato una campagna di adesioni per il rimborso del sistema operativo Windows (OEM) preinstallato nella quasi totalita' dei computer che si acquistano. Rimborso che alcuni produttori gia' consentono ma con enormi difficolta' e importi ridicoli.

La raccolta di adesioni avviene attraverso il sito Internet dell'associazione

Ad oggi sono centinaia le segnalazioni di utenti sulla impossibilità di ottenere questo rimborso. Sono diverse le cause individuali avviate e quella "pilota", promossa da ADUC presso il giudice di pace di Firenze, è stata vinta. Ma l'adire cause individuali non può che riguardare un numero limitato di utenti, quelli più tenaci e convinti disposti anche a sobbarcarsi il peso di una causa giudiziaria.
Per cui, visto l'alto numero di utenti coinvolti e l'importanza della questione in ambito di libertà di mercato, ADUC ha deciso di prepararsi per agire con un'azione giudiziaria collettiva. Quella class action che -nonostante la normativa in vigore ne abbia limitato pesantemente l'efficacia che ha in altri Paesi- è praticabile a partire dal 1 gennaio 2010.

CHI PUÒ PARTECIPARE - La class action che ha preparato ADUC, come stabilisce la legge, è rivolta esclusivamente ad acquirenti privati (ovvero che non abbiano fatto l'acquisto tramite partita Iva) di computer con sistemi operativi preinstallati e che non abbiano accettato la licenza d'uso del software né l'abbiano mai utilizzato.

COME PARTECIPARE - Per ora basta compilare il modulo che segue e fornire informazioni dettagliate sulla propria vicenda.
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